L'embrione nei giorni 2 o 3 dopo la fecondazione, è costituito da quattro o otto cellule e da una zona di pellucida, che è una specie di involucro che protegge l'embrione nei suoi primi giorni di sviluppo, e si rompe il sesto giorno in modo che l'embrione si possa impiantare nell'endometrio nella parete uterina.
In alcuni casi, e dovuto le cause differenti, questa rottura non avviene della forma naturale. Per risolvere questo problema possiamo applicare l'ecclosione assistita, che consiste di fare un piccolo orifizio nella zona pellucida del embrione, prima del suo trasferimento, per facilitare cosi l'ecclosione il sesto giorno dopo fecondazione, provocando quindi un tasso più alto di impianto embrionale e quindi di gestazione.
Questa tecnica è applicata in quei casi in cui hanno avuto dei problemi prima dell'impianto, in quelli in cui la qualità e lo sviluppo degli embrioni non sono adattati, in quelli in cui l'età della paziente è elevata, ed in quei casi in cui la zona pellucida dell'embrione è troppo spessa.